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| Cina, Corea, Europa, Giappone, India, Russia e Stati Uniti sono davvero d'accordo quantomeno su "Iter"? |
Workshop 26 Ottobre - 2007
ITER, dalla fusione l'energia per il nostro futuro: un'opportunità per le aziende italiane
Evento organizzato da Camera di Commercio di Genova, Unioncamere Nazionale e Unioncamere Liguria in collaborazione con ENEA e con il supporto tecnico-logistico di WTC Genova Az.Sp. e IIC – Istituto Internazionale delle Comunicazioni |
BROCHURE INVITO:
A Cadarache, nelle vicinanze di Marsiglia, è iniziata la costruzione di ITER, reattore sperimentale il cui scopo è dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione nucleare.
Alla realizzazione di ITER, che ha un valore complessivo di 10 miliardi di euro, partecipano Unione Europea, Corea, Federazione Russa, Giappone, India, Repubblica Popolare Cinese e Stati Uniti.
ITER (= “il percorso”, ma anche acronimo di International Thermonuclear Experimental Reactor) sarà la maggiore impresa scientifica e tecnologica dei prossimi decenni, che richiederà un grande impegno dei laboratori di ricerca coinvolti ma anche una notevole partecipazione da parte dell’industria,
sia nelle aree convenzionali sia in quelle più specialistiche, ad alto contenuto tecnologico. |
| Grazie a Francesco Guccini e non soltanto a lui |
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| Alla compagna di classe che si chiamava Antonella |
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Quando ero in prima liceo classico a sembrarmi pericolosi furono più i compagni di classe che non i professori. Non sapevano niente, di questo ero sicuro, tuttavia, pure facendo parte di famiglie del ceto medio, si facevano le scarpe a vicenda come se dovessero imparare a sgomitare bene punto e basta.
Era il 1960, questo è vero, e era ancora vietato parlare dell'accaduto, ovverosia di borsa nera, di cecchini, di disertori o di repubblichini, così come di squadrismo o di vendetta comunista. Comunque dagli adulti mi aspettavo proprio questo: volendo assolvere bene il compito di genitori, non potevano permettersi d'ipotizzare che essere nati uomini potesse costituire più una disgrazia o una presa in giro, che non un privilegio; e raccontavano quindi a noi, come a stessi, soltanto favole, come quella di Cristo, di Giacomo Leopardi o di Vasco De Gama.
Dai miei coetanei, però, non mi aspettavo che potessero mirare a diventare uguali ai nostri genitori punto e basta. Lo feci dunque probabilmente in segno di protesta, ma mi schierai apertamente dalla parte di chi giocava a carte nell'ultimo banco |
| anziché seguire la lezione |
| per non seguire le lezioni e non capire quanto eravamo messi male tutti noi e per non rischiare di diventare da grande un delinquente o un fanatico di qualche religione o di un partito politico. |
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